The Kindom: Exodus torna la serie di culto di Lars Von Trier

 The Kindom: Exodus torna la serie di culto di Lars Von Trier

Dopo il ritorno di Twin Peaks del geniale David Lynch, avvenuto pochi anni fa e dopo 25 anni dall’ultimo episodio del 1991, un altro grande genio del cinema ritorna con una serie tv e anch’essa a distanza di un quarto di secolo. Stimo parlando di The Kindom di Lars Von Trier, serie tv di culto danese trasmessa nel 1994.  All’epoca il regista era ancora agli esordi, poco conosciuto se non dagli esperti di cinema sperimentale e d’essai, ma in questa serie tv, ambientata in un ospedale infestato dai fantasmi, c’era già tutto il suo stile, un Von Trier irriverente, smaccatamente critico verso le istituzioni pubbliche, visivamente eccessivo e pieno di umorismo nero, molto vicino, tra l’altro, alle atmosfere horror più spinte, tanto che a quel tempo pensavo che sarebbe diventato un regista di genere. Oggi, alla settantanovesima edizione del festival del cinema di Venezia, il regista presenta la terza stagione del serial dal titolo The Kingdom: Exodus che, dalle prime immagini del trailer e dalla sigla iniziale (che potete vedere sotto), sembra essere stilisticamente identica al progetto di 25 anni fa, con quella fotografia da toni seppiati che si miscela sapientemente al buio profondo dei recessi misteriosi presenti nell’edificio sanitario. The Kingdom affronta le vicende umane e sovrannaturali che si dipanano all’interno di un ospedale danese che si chiama appunto Il regno. Nel luogo, prima della costruzione dell’ospedale,  come ci dice la voce fuori campo all’inizio di ogni episodio, un tempo vi era una palude dove i tintori lavavano i sudari di persone morte la cui essenza più intima e spirituale stagnava e si fondeva con i vapori e la nebbia del posto. Una volta edificato l’ospedale queste forze spirituali tornano a possedere il luogo per mettersi in contatto con i vivi. La protagonista è un signora anziana di nome Drusse che ha dei poteri medianici tali che può mettersi in contatto con le anime dei morti. Ma ad essere interessante non è solo l’aspetto sovrannaturale, come in Twin Peaks, balzano in primo piano anche tutti i rapporti ambigui e i segreti tra i personaggi, qui il personale sanitario, e che sfociano irrimediabilmente in situazioni surreali, quando non demenziali. In più Von Trier mette in risalto la celebre antipatia tra danesi e svedesi qui incarnata dal dottor Helmer, un neurochirurgo svedese che disprezza tutti i pazienti e, come detto, nutre un odio particolare per i dottori danesi fino a convertirsi allo spiritismo haitiano per trovare un fluido che trasformi le persone in zombi. The Kingdom insomma è un progetto difficile da decifrare, folle ed eccentrico come il suo geniale autore che compariva alla fine di ogni puntata ricordandoci che, se volevamo tornare a The Kingdom,  dovevamo essere pronti ad accettare il bene e il male.

La terza serie riprende le vicende dell’ospedale Rigs hospitalet, in cui il male sovrannaturale  continua a diffondersi a distanza di anni, e che la medicina e la scienza possono solo illudersi di domare. In particolare la storia prende spunto da un incubo della signora Karen affetta da sonnambulismo, che decide di ricoverarsi nel regno.  Ad attenderla molti dei personaggi che il pubblico ricorda dalle due precedenti stagioni più delle new entry: una su tutte il nuovo primario (svedese) Dr. Helmer Jr, figlio del defunto Stig Helmer che ha fatto in modo di farsi assumere al Rigshospitalet per indagare la verità sulla morte del padre. Questa terza stagione procede nello stile delle altre due  tra stravaganze, battute che strappano la risata, manifestazioni di forze occulte e sataniche, passaggi segreti, fenomeni super naturali ma anche stupide liti fra colleghi, idiozie quotidiane e questioni burocratiche.

Lars Von Trier non ha potuto presenziare al lido perché purtroppo affetto dalla malattia (il Parkinson) ma in collegamento Skype ha dichiarato: “Ho avuto alti e bassi nella vita, anche per via dell’alcol. Sono arrivato a un momento in cui sentivo di aver bisogno di lavorare e un modo piuttosto semplice era riprendere The Kingdom. L’energia creativa può tramutarsi in ansia se non la usi per realizzare qualcosa. Scrivere questa terza stagione mi ha fatto sentire bene”.
E sul boom della serialità in genere, aggiunge: “Può essere interessante per un regista avere più tempo per sviluppare una storia e i suoi personaggi. Quando diedero in Tv il primo episodio di I segreti di Twin Peaks pensai che fosse assolutamente fantastico”. 

Non ci resta che vedere The Kingdom: Exodus, sarà di certo un’esperienza unica come tutte le produzioni di questo straordinario regista.             

© Sergio Di Girolamo

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