Le orme: Recensione

 Le orme: Recensione

Nazione: Italia

Anno: 1975

Regia
Luigi Bazzoni
Sceneggiatura
Luigi Bazzoni,
Mario Fenelli
Produzione
Cinemarte
Cast
Florinda Bolkan, Peter McEnery, Nicoletta Elmi, Klaus Kinski

GIUDIZIO
5/5

Alice si sveglia una mattina e scopre che ha dimenticato tre giorni della sua vita. Decide di scoprire cosa è successo in questo lasso di tempo e si reca nel luogo dove avrebbe alloggiato in quei giorni. Cosa è successo ad Alice? E cosa ha provocato la sua amnesia? C’entra qualcosa il sogno di un uomo abbandonato sulla luna dal dottor Blackman?

Ecco uno dei film più sconvolgenti del cinema italiano che avrebbe meritato di essere conosciuto al pari di Profondo Rosso o de La Casa dalle finestre che ridono. Purtroppo però è stato accantonato in un angolo e solo pochi ne sono a conoscenza. Preciso innanzitutto che la pellicola è un misto fra horror, fantascienza, investigativo e thriller psicologico e non so perché ma io la associo alla mitica serie tv X Files (poteva essere, infatti, un degno precursore). Il finale del film è poi lasciato aperto ed è quindi libera l’interpretazione dello spettatore (a mio parere, per questo genere di film, sono i finali migliori). Lo svolgersi del film verte tutto sul personaggio interpretato dalla Bolkan e sulla sua indagine volta a recuperare il ricordo di quei tre giorni che sono scomparsi dalla sua memoria. Alice si trova di fronte a personaggi ambigui e inquietanti (perfino la bambina, interpretata da Nicoletta Elmi). Ma, man mano che il film procede, arriviamo a dubitare persino della protagonista e della sua sanità mentale perché forse non sono i personaggi ad essere ambigui e inquietanti ma è lei a vederli così… e qui sta tutta la bravura del regista. Basta non voglio aggiungere altro, vi dico solo perché il film s’intitola così. Alice sogna di un uomo che viene portato sulla luna e lasciato lì a morire (in una scena abbastanza inquietante) da un’associazione segreta capitanata dal dottor Blackman (uomo nero; può sembrare ridicolo il cognome scelto vero? Beh, vi posso assicurare che è l’unica cosa buffa del film), interpretato da Klaus Kinski (che nel film appare per pochi minuti, non so se per motivi di budget o altro, ma vi posso assicurare che tutto ciò è molto congeniale alla riuscita del film, rendendo ancora più inquietanti le varie apparizioni del personaggio). La scena suddetta tormenta più e più volte Alice durante lo scorrere della pellicola. La donna infine riesce ad associare questo sogno al ricordo di un film che ha visto tempo fa (e se invece fosse il ricordo di una scena realmente vissuta?) che s’intitolava Orme sulla luna. Il titolo della pellicola può essere un omaggio a questo ‘pseudo-film, oppure può far riferimento a una delle prime inquadrature, dove ci sono delle orme di piedi lasciate sul suolo lunare, poi l’inquadratura si allarga e scopriamo chi le ha lasciate. Un consiglio: guardatelo ma evitate il film se siete amanti di horror con donnine discinte e dello splatter, qui non ce nulla di tutto ciò.


CURIOSITÀ

Il regista Luigi Bazzoni ha frequentato saltuariamente il genere che noi amiamo e con risultati discreti. Ha diretto, infatti, il thrilling Giornata nera per l’ariete e il proto-giallo all’italiana La donna del lago.

©Daniele Lombardi

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