Adam resurrected: Recensione

 Adam resurrected: Recensione

Nazione: Germania/USA/Israel

Anno: 2009

Regia: Paul Schrader

Sceneggiatura:Noah Stollman

Cast: Jeff Goldblum, Willem Dafoe, Derek Jacobi, Ayelet Zurer

GIUDIZIO
4.5/5

Un uomo, di nome Adam è ospite in una clinica psichiatrica che lo dovrebbe aiutare a superare il trauma subito durante la sua permanenza in un campo di concentramento. Lì, infatti, era stato separato dalla sua famiglia e costretto da un generale tedesco a comportarsi da cane. Riuscirà a superare il suo shock?

Premessa. È stato il film di apertura del Ravenna Nightmare Festival edizione 2010. A dovere di cronaca, devo dire che il film è un po’ particolare e che definirlo solamente un horror è un po’ riduttivo. Ma poiché fa parte di una rassegna di cinema di genere, ho deciso di recensirlo ugualmente.
Vi spiego innanzitutto perché non è un horror, o meglio un horror sui generis. Il film non parla né di mostri né di assassini che il protagonista deve affrontare. Anzi, Adam non ha neanche una nemesi precisa, se non se stesso, i suoi terribili ricordi e il suo senso di colpa. Ma il regista ha “farcito” il film di numerose particolarità e stramberie che lo rendono surreale e che, in alcuni momenti, lo avvicinino a un vero film horror. Adam, infatti, è un prestigiatore/mago/pagliaccio ed è dotato di un grande carisma, che lo ha reso una specie di leader fra gli altri malati del centro di recupero (che comunque sono rimasti molto più traumatizzati di lui dalla reclusione nei campi di concentramento) ed è il pupillo del direttore della clinica e l’amante della caposala. Adam inoltre ha un’altra particolarità, è in grado di controllare pienamente il suo corpo, di farlo sanguinare fino a che non riesce a simulare la morte, per poi tornare in vita (da qui il titolo del film). La pellicola si svolge per una prima metà nella clinica dove ci viene mostrata  la precedente vita di Adam attraverso alcuni flashback, in particolare  quando era mago e poi durante la sua prigionia nei campi di concentramento costretto a fare il cane. Nel secondo tempo ad Adam viene offerta una via di fuga per il suo malessere: assistere un ragazzino che si crede un cane. Adam, inizialmente riluttante, accetta poi di aiutare il ragazzo nella speranza che aiutando lui possa aiutare anche se stesso. Ma ci riuscirà? Non ve lo dico. Vi dico solo che questo è un gran bel film con un grande performance di Jeff Goldblum nel ruolo di Adam. Vi consiglio di vederlo.

Nota.
Per inquadrare meglio il film, voglio dirvi anche questa battuta. Adam rivolgendosi a un‘altra paziente dice:
“Come stai bene oggi. Ti sei pettinata anche i baffi…”
Una bella battuta, per un film che sa fare bene una cosa: emozionare.

© Daniele Lombardi

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