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La notte del drive-in
Autore: J.R.Lansdale
Anno di pubblicazione: 1988-89 (parte 1-2) 2005 (parte3)
Trama: Jack e i suoi amici hanno un unico obiettivo nel fine settimana: andare all'Orbit, grandissimo Drive-In dotato di tre schermi panoramici su cui vengono proiettati film horror di serie B. Quella sera però una misteriosa cometa precipita nei dintorni circondando il posto con un muro di oscurità dal quale non è possibile fuggire se non con la morte. Sarà l'inizio di un delirante viaggio per tutti gli intrappolati verso orrori di ogni tipo nel quale sopravvivenza diverrà la parola d'ordine.

Recensione: La notte del Drive-In può benissimo essere coniderata l'opera rappresentativa di Joe Lansdale. Lo scrittore texano, dallo stile corrossivo e iperironico, da il meglio di se nelle tre parti che compongono questa piccola bibbia del pulp. Si, pulp è la sigla che può definire perfettamente il tipo di scrittura del libro ( ma è bene dire che Lansdale sa spaziare abilmente anche fra diveri generi letterari) perchè merda, budella, sangue e sesso sono elementi cardine della trama. La gente intrappolata nel Drive-In inizia presto a radunarsi in comunità affamate prima di pop corn e cioccolata, poi di qualunque cosa sia commestibile, compresa la carne umana. Sotto gli schermi panoramici nei quali vengono proiettati sempre gli stessi film a rotazione continua, si sfalda ogni morale e decade ogni pregiudizio; così mentre la gente uccide per la carne altri copulano animaleschamente e altri tentano, invano, la fuga attraversando il muro nero. La voce narrante è quella di Jack che riesce miracolosamente a rimanere "pulito" nonostante le innumerevoli tentazioni. Dopo una parte iniziale più sobria, per quanto si possa definire tale termine adeguato a questo libro, la situazione precipita irrimediabilmente, specialmente dopo l'avvento del Re del Popcorn: un umanoide formato da due esseri umani fusi tra loro da una scarica elettrica di natura sovrannaturale. In seguito accade veramente di tutto: cannibalismo, necrofilia, infanticidio, violenza allo stato puro, ovvero l'homo homini lupus espesso nella migliore maniera. Ogni bassezza umana viene descritta da Lansdale senza falsità e pudore, per chi ha uno stomaco debole potrebbe essere un pasto indigesto ma, fortunantamente, lo scrittore texano condisce il tutto con un incisiva dose di ironia e umorismo nero che, a mio avviso, sono il grande punto di forza del libro (ma dello stile tutto di Landsale). Più volte, infatti, non si resiste alla tentazione di ridere, le frasi sono studiate ad hoc per divertire e stemperare la tensione narrativa.
Drive-In 2 continua sulla scia lasciata dal primo capitolo e, mentre la gente sopravvissuta inizia a sfollare l'Orbit, nuove presenze inquietanti fanno il loro ingresso in scena e Jack e company devono vedersela con dinosauri affamati, ombre assassine e pelliccole letali come serpenti che adornano alberi di foreste amazzoniche.
Jack fa la conoscenza di nuovi personaggi, soprattuto di Grace, che, col suo lungo monologo, diventa protagonista di questo secondo capitolo. Grace è una sventola bionda senza pudore abilissima nelle arti marziali che diventa ben presto leader del gruppo. Il suo obiettivo primario è quello di eliminare colui che ha ucciso i suoi amici e tentato di violentarla, ovvero Hopalong Cassidy, il personaggio "cattivo" che sostituisce degnamente il Re del Popcorn. Se nel primo capitolo della saga le citazioni cinematografiche sono parte indissolubile della trama, nel Drive-In 2 diventano fondamentali. Il personaggio di Hopalong è eloquente in tal senso, considerato che è un ragazzo-tv che si ritrova uno schermo al posto della testa, capace di riprodurre al suo interno ogni tipo di spettacolo televisivo. Realtà e finzione allora diventano elementi su cui riflettere mentre Jack cova sempre più il sospetto che tutto quello che succede sia alla fine un film realizzato da registi alieni che si trovano nei "piani alti".Anche in questa seconda parte non mancano scene raccapriccianti (una su tutte le bravate cannibalesche della piccola Sue Ellen) e le scene superironiche (l'eviramento di Banditore), come visioni apocalittiche (la montagna di televisori accastati uno sull'altro nel quale Hopalong Cassidy si avventura per ricevere il miracloso potere televisivo, quasi fosse un novello Mosè dell'etere).
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