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Howadr Phillips Lovecraft
Se il termine horror soprannanturale deve avere un rappresentante in letteratura questo è sicuramente H.P.Lovecraft. Se E.A.Poe è stato un tessitore d'incuni psicologici e di orrori morbosi legati indissolubilemte alla mente umana Lovecraft edifica tutto un universo metafisico popolato di mostruose creature che hanno come scopo primario quello di distruggere il genere umano e di occupare la dimensione terrestre per diffondere il male. Tali creature sono dette "Grandi Antichi" e hanno nomi inquietanti come
Azathoth, Dagon, Cthulhu. Lovecraft aveva un'immaginazione così fervida da erigere un vero e proprio Pantheon orrorifico formato non solo dalle sopracitate creature ma anche da una cartina ideale dove questi orrori generalmente si manifestano. Così cittadine oscure come Arkham, Dunwich, e luoghi poco raccomandabili come la Miskatonic University o terre mitiche che si trovano in universi paralleli come il deserto di Leng, la mitica città di Kadath, Inquanok, per citarne solo alcuni, sono parti di una topografia dell'orrore originalissima e sconfinata. Di fronte a tali innominabili orrori l'uomo si colloca come una vittima sacrificale; nei racconti di Lovecraft i protagonisti sono infatti spesso incuriositi o meglio ossessionati dai misteri dell'altro cosmo e grazie a principi alchemici e tremendi incantesimi si adoperano per risvegliare l'entità di turno, inconsapevoli che per loro non c'è nessun premio in cambio ma solo pazzia e dannazione. Una'aspetto fondamentale dell'opera di Lovecraft è certamente il fatto che lo scrittore aveva un rapporto molto personale con le sue opere letterarie. Ciò che Lovecraft scrive è la diretta conseguenza di un esistenza difficile dove spesso la pazzia ha bussato alla porta per trovare rifugio nella sua mente. Lovecraft era pieno di paure e aveva un carattere schivo e per questo amava stare da solo. Sicuramente il fatto di vivere un infanzia difficile (perde presto i genitori e viene cresciuto dalle zie) contribuisce a sviluppare la macabra fantasia del bambino che per sfuggire alla realtà si crea un mondo tutto suo popolato, come detto, da entità tanto fantastiche quanto pericolose. E' così che lo scrittore americano crea il cosidetto orrore cosmico. Per il solitario di Providence (così viene spesso etichettato per via del suo carattere) la realtà nella quale vive è noiosa e inutile ed è molto meglio vagare tra le città immaginarie partorite dalla sua mente (così come fa il protagonista di un suo racconto che addormentandosi passa letteralmente in un altra dimensione alla ricerca della mitica città di Kadath). L'opera di Lovecraft conta alcuni romanzi e molti racconti. Tra le opere fondamentali devono essere citati titoli quali Il colore venuto dallo spazio, Dagon, Il caso di Charles Dexter Ward, L'ombra su Innsmouth, Il richiamo di Cthulhu, Herbert West rianimatore (dal quale il regista "lovecraftiano" Stuart Gordon realizza una serie di pellicole dal titolo di Re-animator) L'orrore di Dunwich e altri. Ma il nome di Lovecraft da molti viene associato a una delle sue invenzioni più riuscite: il Necronomicon, un libro terrificante in grado di evocare i Demoni che nel tempo è riusciuto a crearsi un aura intorno a se tale da convincere molti della sua reale esistenza. Certamente è stato sfruttato molto dal cinema (un esempio su tutti la trilogia di S.Raimi, Evil Dead), ma tutta la produzione Lovecraftiana ha echi in molte forme artistiche. Se, come detto, le pellicole ispirate ai mostri di Lovecraft sono infinite, non da meno lo sono i fumetti, la pittura e la musica: e pensare che lo stesso scrittore era deluso della sua opera e non pochi editori hanno rifiutato di pubblicarlo, ma si sa, il genio prima o poi viene fuori, e in questo caso si tratta di un genio dall'ineguagliabile visionarietà.
©Sergio Di Girolamo
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