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 Intervista alla scrittrice Maria Teresa Tanzilli
 

TF- c'è' qualcosa in particolare che ti ha ispirato nella creazione di questa truce storia?

MTT - Questo racconto è nato grazie a un concorso indetto dalla Fazi Editore in collaborazione con Horror Channel e il blog Corpi freddi; la storia doveva avere come protagonisti dei bambini e il genere designato era l'horror. Ho partecipato al challenge senza troppe illusioni, con l'unico intento di ricavare da questa tematica (che mi ha sempre intrigato) una buona storia. Venivo dalla scrittura di un romanzo piuttosto lungo che mi aveva assorbita così tanto mentalmente (per non parlare del tempo dedicatogli) che avevo proprio bisogno di gettarmi in un progetto a breve termine come questo. Il concorso faceva al caso mio, veniva proprio al momento giusto. Quando alla fine ho vinto, ammetto di aver riletto il mio mio nome almeno una decina di volte per assicurarmi di non essermi sbagliata!

TF- Sembra evidente un certa critica verso l'età adulta "inquinata" da vizi, denaro, materialismo sfrenato contro l'innocenza degli adolescenti

MTT - È evidente come in un'epoca come questa nessuno sia veramente immune al fascino del lusso e alla voglia di possedere quella miriade di oggetti che spesso ci vengono presentati quasi come indispensabili; perfino i più piccoli, bambini e adolescenti, soccombono a questo meccanismo. L'unica differenza è che i più giovani sono in quel privilegiato limbo in cui ancora tutto è possibile, in cui la vita è tutta da inventare e i sogni sono tutt'uno con la fantasia. Proprio per questo credo che i bambini siano una grande fonte di ispirazione di storie, con la loro voglia di crescere, lo stupore del mondo e la loro ingenuità che si contrappone sempre così bene a delle ambientazioni cupe.

TF- il patto e' un racconto lungo, hai mai pensato di dargli più' respiro aumentando il numero di pagine?

MTT - Sinceramente non ho mai pensato di farne una versione estesa, credo che si presti bene al suo formato attuale; in un eventuale incremento servirebbe sicuramente un gran lavoro di riadattamento e una visione molto più ampia di ogni singolo personaggio. Mai dire mai!

TF- una comunità' che sacrifica i propri membri per il benessere sociale mi riporta in particolare a un breve racconto "la lotteria "della grande scrittrice Shirley Jackson lo conosci?

MTT - Sì, un bellissimo racconto. Adoro le storie in cui ciò che alla fine risulta essere l'elemento grottesco è proprio il comportamento delle persone rispetto a determinate situazioni. Un altro racconto sullo stesso genere che mi ha colpita tantissimo è "La visita della vecchia signora" di F. Dürrenmatt.

TF- come mai hai scelto di pubblicare il patto esclusivamente come e-book?

MTT - Questa è stata una decisione della casa editrice. Gli e-book sono ancora relativamente diffusi, ma sono certa che in futuro saranno sempre più presenti nella nostra quotidianità a fianco dell'intramontabile cartaceo, il quale rimane sempre l'obiettivo più grande di uno scrittore esordiente.

TF- scrittori di riferimento?

MTT - Devo ammettere di essere una lettrice onnivora ho sempre letto tanto senza mai escludere un genere a priori. Amo quei libri dai quali non riesco a staccarmi nemmeno per mangiare, di quelli che mi fanno dimenticare che il mondo nel frattempo continua a girare. Fra i tanti adoro Stephen King, Golden, Micheal Ende (un caposaldo della mia infanzia!), Nabokov, Virginia Woolf e tanti tanti altri.

TF- progetti futuri?

MTT - Ho appena terminato di scrivere un progetto al quale credo molto, che mi ha costretta a scavare più a fondo di quanto avrei voluto. Ora sono nella delicata fase di passaggio tra un lavoro e un altro, quando non sai ancora il destino a cui andrà incontro il tuo romanzo e nel frattempo si affaccia già una nuova idea nella tua testa. Ho bisogno di scrivere senza troppe pause tra un progetto e l'altro, altrimenti rischio di perdermi nei meandri dei dubbi e delle delusioni derivanti da questa passione; preferisco scrivere a capo chino, immaginare e inventare senza angosciarmi di ciò che sarà delle mie parole, cercando solo di seguire quella che per me è diventata un'esigenza incalzante, ovvero scrivere delle storie.
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