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 Intervista al cast della mini serie
"Su Marte non c'è il mare"
Lucio Laugelli: Regista e sceneggiatore
Paolo Bernardotti: Direttore della fotografia
Michele Puleio: Attore protagonista

TF:Da cosa nasce l'idea di base della miniserie?

LL: Il progetto è nato nell'estate del 2014 quando ho scritto il soggetto: volevo intrecciare la vita di provincia che vive la mia generazione (quelli nati nella seconda metà degli anni '80, per intenderci) ad una storia che tenesse alta la guardia dello spettatore.TF:Gli attori sono molto bravi, potete dirci qualcosa su di loro e come è stato fatto il casting?

TF:Gli attori sono molto bravi, potete dirci qualcosa su di loro e come è stato fatto il casting?

LL: Tramite siti appositi di casting online avevo fatto una ricerca; erano arrivate numerose candidature. Ho scelto di incontrare persone geograficamente vicine a me e ho privilegiato, quindi, attrici e attori del Piemonte. Ho fatto delle preselezioni online in cui ho richiesto di visionare dei video o altri lavori che avevano fatto per capire chi avevo davanti; poi ho incontrato in studio, per circa un mese, gli attori per far leggere loro alcune pagine della sceneggiatura.

TF: Le riprese sono ben fatte, molto bella la qualità video:che tecnologia è stata utilizzata?

PB:Le scene sono state girate con due Nikon D750, che possiedono un ottima gamma dinamica nel campo video. Le riprese sono state effettuate a una risoluzione di 1080p, la massima disponibile per le camere utilizzate. La qualità video è stata poi esaltata bypassando le schede di memoria delle D750, utilizzando per la registrazione un flusso di dati non compresso direttamente su memoria a stato solido, che ci ha fornito quindi del materiale video molto ricco di dettagli e gamma. A livello di ottiche, per gli interni sono stati utilizzati obiettivi grandangolari da 24 e 35 mm, mentre per i dialoghi abbiamo optato prevalentemente per lunghezze tra i 50 mm e gli 85 mm. In post produzione, quindi, ci siamo affidati a DaVinci Resolve 12 per la color correction dell'intero girato.

TF:Che ne pensate del panorama cinematografico italiano?

PB:A fare da lanterna nel panorama cinematografico italiano svetta in questi ultimi mesi "Lo chiamavano Jeeg Robot", dichiarato da più parti come capostipite di un nuovo genere cinematografico italiano, un po' come successe all'inizio degli anni Settanta con lo Spaghetti Western. Forse si tratta solo di una mosca bianca, oppure siamo davvero al giro di boa per un cinema che è stanco di commedie ripetitive basate su stereotipi che non stanno al passo coi tempi. E le sale cinematografiche piene, dopo il ritorno all'indomani dei sette David vinti, sono di certo un buon segno.

TF:Negli ultimi anni stanno spopolando le serie tv, in Italia a parte pochi casi in cui si è riusciti a osare (Gomorra, 1992) siamo fagocitati da fiction tv fatte con lo stampo: voi verso che direzione andate?

MP:Siamo tutti appassionati sia di cinema che di serie tv e sicuramente la "serialità" in generale ha avuto un boom incredibile negli ultimi anni. E' vero, in Italia siamo ancora legati molto di più alla fiction vecchio stampo piuttosto che a prodotti sulla falsariga di Netflix e Hobo; però, allo stesso tempo, proprio con un prodotto come Gomorra si è dimostrato che prodotti nuovi sono possibili e funzionano anche molto bene. Ora che l'asticella è stata notevolmente alzata, e con successo, non possiamo fare altro che cercare di seguire questo cammino e provare a raccontare storie avvincenti nel migliore modo possibile.

TF:Quando e su quali canali vedremo i prossimi episodi di "Su Marte non c'è il mare"?

LL: E' andato on-line per 4 mercoledì su La Stampa Tv (nella colonna di destra del giornale nazionale): siamo stati la prima mini-serie on-line de La Stampa, un grande onore. In più, in replica, ogni mercoledì siamo usciti con la puntata sulla piattaforma video di Facebook in collaborazione con l'importate rivista movieplayer.it

TF:Noi di TheFear appreziamo chi fa cinema con passione aldilà del genere ma essendo chiaramente amanti del fantahorror vorremmo sapere se avete già prodotto o c'è in cantiere qualcosa in questa direzione?

LL: Il fantahorror è un genere complesso e affascinante ma per ora non ho in mente di avventurarmi in questa direzione.

TF:Progetti Futuri?

LL:Adesso (e fino alla fine dell'estate) sarò concentrato sulla promozione di questa mini-serie poi vedremo! Quest'autunno mi piacerebbe tornare a scrivere. É' una storia per un corto magari, qualcosa di più piccolo rispettoa a Su Marte non c'è il mare.


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