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 Intervista a Lucio Laugelli, Errico D'Andrea
Registi del corto Clichè
 

TF: Vista la miriade di omaggi dichiarati al genere horror qual'è il filone che vi affascina maggiormente?

LL/ED:Come di certo noterà il pubblico, entrambi non siamo grandi amanti dello splatter: non si vede mai una goccia di sangue e tutto viene lasciato all'immaginazione dello spettatore; non a caso, il genere horror che mi inquieta di più, fin da quando ero bambino, è quello legato agli esorcismi, al paranormale e ai fenomeni poltergeist. Penso che film come "L'esorcismo di Emily Rose" o "the Blair Witch Project" rappresentino un po' l'emblema delle paure insite in ognuno di noi. Il rapporto con il mondo dell'occulto, la religione, oggetti che si muovono da soli, voci che provengono dalla stanza vuota a fianco, sono tutti elementi che viaggiano in bilico su quella sottile linea di confine tra il reale e l'irreale.


TF:E i Registi?

LL/ED:Beh, tra tutti, il maestro Murnau. In Italia mr. Argento (almeno la prima parte della sua filmografia) non può mancare. Per quel che riguarda registi più vicini a noi, anagraficamente, diciamo: David Robert Mitchell.

TF: Dal punto di vista tecnico il corto è veramante di qualità quali mezzi avete utilizzato?

LL/ED:Al di là delle attrezzature professionali impiegate i mezzi più importanti utilizzati per la realizzazione di Cliché sono stati proprio la preparazione tecnica e il gioco di squadra. Ognuno sul set ha messo a disposizione il proprio background, le proprie capacità per la migliore riuscita del corto, malgrado i tempi ristretti e il budget molto contenuto

TF:A mio avviso in campo artistico non è semplice lavorare in coppia: come vi siete divisi sceneggiatura e regia?

LL/ED:Per me si è trattato del primo cortometraggio a "quattro mani", e a parte qualche naturale divergenza di punti di vista, anche in questo caso posso dire che tutto ha funzionato molto bene, grazie anche a una democratica divisione dei compiti. Il soggetto lo abbiamo ideato insieme in un caldissimo giorno d'estate, in piscina, così come lo storyboard. Lucio si è poi dedicato alla sceneggiatura, io mi sono occupato degli effetti speciali, lui del montaggio e così via... Sul set invece, ci siamo alternati alla regia, anche se, in particolare per me, è stata un'occasione per imparare qualche segreto in più sui retroscena del cinema. Nonostante la giovane età Lucio Laugelli infatti, ha molta esperienza in questo campo, consacrata da diversi premi e riconoscimenti da esperti del settore.

TF:Clichè finisce qui o pensate di ricavarne un lungometraggio?

LL/ED:Quando abbiamo pensato alla realizzazione di Cliché, non ci siamo spinti oltre all'idea di un cortometraggio, ma come dico sempre "mai porsi dei limiti" né tanto meno porli alla provvidenza! Dipende da vari fattori: la risposta di pubblico e critica, i risultati dei festival e soprattutto...il budget! Non si sa mai, insomma...

TF:Che ne pensate dell'attuale panorama horror nostrano, considerando non solo il cinema ma anche tutti gli altri media?

LL/ED: Il cinema horror in Italia pare piuttosto assopito per quel che riguarda cinema & tv. E' anche vero che grazie a internet e alle nuove piattaforme di videosharing il mercato è in espansione, in mutamento... e crediamo sia proprio da quelle direzioni che possano arrivare sorprese interessanti, nei prossimi anni!

TF:Progetti per il futuro?

LL/ED:Per ora siamo concentrati sui lavori commerciali (spot, industrial, ecc.) che sono poi quelli che ci danno da vivere... ma sicuramente alla fine dell'inverno torneremo a scrivere nuovi soggetti, nuove storie!


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