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 Intervista a LUCA ALFIERI
sul progetto musicale "INNO ALLE TENEBRE"



TF:Sappiamo che hai una carriera musicale legata a band Death e Black Metal, tra le quali vanno annoverate Kronium e From Funeral Dust: cosa ti ha spinto a un progetto solista?

LA:Ho un bel ricordo dei tanti anni trascorsi nell’undeground metal italiano: le ore passate in sala prove, gli studi di registrazione, i concerti in giro per l’Italia e le “avventure” per raggiungere le location dove esibirsi. Dopo oltre vent’anni di underground ho sentito l’esigenza di isolarmi da tutto questo per il semplice motivo che non mi sentivo più appagato artisticamente e ho iniziato a vedere e a sentire la composizione musicale come può essere per uno scrittore, un pittore o uno scultore, estraniandomi quindi da tutto ciò che mi circonda. E devo dire che ho ritrovato gli stimoli e l’entusiasmo nel comporre i miei nuovi brani.

TF:Quali sono state le tue fonti d’ispirazione?

LA: Sono da sempre un appassionato di cinema horror e anche un discreto lettore di romanzi e saggi che affrontano tematiche sul paranormale, l’occultismo e la stregoneria, quindi sono queste le mie maggiori fonti di ispirazione insieme ad un altro elemento fondamentale che è quello di cercare di riuscire a “trasmutare” il mio stato d’animo e i miei sentimenti in musica.

TF: Quanto tempo hai impiegato per produrre Inno alle Tenebre?

LA:Per produrre l’intero album “Inno alle Tenebre” ho impiegato circa un anno, considerando che ho fatto tutto da solo: la composizione, la registrazione di tutti gli strumenti, il mixaggio e la produzione.

TF:Oltre alle collaborazioni vocali, di cui ci piacerebbe saperne di più, hai usufruito di altri aiuti nella realizzazione del progetto?

LA:Come già detto precedentemente, ho fatto tutto da solo ad eccezione del brano “Black Ritual” dove la voce narrante (Occult Narrator) è stata registrata da Erika Paox ( la mia compagna) con la quale condivido molti interessi: dal cinema alla lettura, dalla musica ai viaggi.

TF:Ci puoi dire qual'è il tuo modo di comporre e quali strumentazioni e tecnologie hai utilizzato?

LA:Per quanto riguarda strumentazioni e tecnologie posso dirti che ho un piccolo home studio denominato “La tana della Strega” con vari programmi per registrare e mixare che uso a seconda delle esigenze del brano, un programma specifico per creare le parti di batteria, una scheda audio esterna che utilizzo per chitarre, basso, tastiere e synth. Invece, per quanto riguarda il mio modo di comporre parto quasi sempre da un “arpeggio” di pianoforte o da un riff di chitarra e quando trovo (sullo strumento) qualcosa di convincente, lo elaboro cercando di orchestrare tutto secondo quelle sensazioni di cui ti parlavo. E il risultato finale sarà di certo una melodia horror e inquietante.

TF:Cosa ti aspetti dal progetto Inno alle tenebre?

LA:La cosa che mi aspetto principalmente da questo album è di suscitare nell’ascoltatore quello che ho provato io durante la stesura dei brani, trasmettendo quindi paura, angoscia, evocazione, inquietudine e potenza. Ma soprattutto vorrei destare un senso di curiosità, si esatto, curiosità nel percepire tutto ciò che spesso la nostra mente ha paura di conoscere solo perché i nostri occhi si rifiutano di vedere.

TF:Pensi di continuare su questa strada musicale?

LCB:Si sicuramente la mia strada sarà questa, ormai è diventata una mia attitudine comporre musica in questo modo. Procedendo sul mio cammino, mi piacerebbe anche incontrare l’opportunità di comporre colonne sonore per film o serie tv horror.

Ringrazio Sergio e tutto lo staff di The Fear per l’intervista e la recensione dell’album “Inno alle Tenebre” e un saluto a tutti i lettori!!!


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