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Regia
Lucio Fulci
Sceneggiatura
Dardano Sacchetti
Produzione
Fulvia Film
Cast
Katherine (Catriona) MacColl, Paolo Malco, Ania Pieroni, Dagmar Lassander, Giovanni Frezza
Valutazione


Quella villa accanto al cimitero (Italia 1981)
Dopo il suicidio (in realtà omicidio) di un suo collega, un ricercatore si trasferisce, insieme alla famiglia, nella sua villa. Qui accadano strani fenomeni la cui origine sembrerebbe essere il misterioso dottor Freudstein. Ma chi è in realtà il dottor Freudstein? E cosa vuole? E chi si salverà da lui?

Il triennio 1979-1981 fu per Fulci un vero un periodo d’oro. I film di quelli anni, infatti, sono i migliori della sua filmografia horror. Le pellicole in questione sono caratterizzate da alcuni elementi comuni presenti in quasi tutti i film del triennio: oltre alla formidabile regia del maestro particolarmente ispirato e alla presenza di un cast che tende a ripetersi (Katherine MacColl appare in tre pellicole del periodo come protagonista), ricordiamo che tali opere sono caratterizzate dalla presenza di zombie (in un certo senso anche Freudstein può considerarsi uno zombie) e dalle morti particolarmente cattive e originali, un uso eccessivo del gore (realizzato tramite degli ottimi effetti speciali) e la ricerca di una certa atmosfera onirica e inquietante. Ma oltre a questi elementi positivi possiamo riscontrarne altri più negativi: delle trame particolarmente semplici e per niente originali, caratterizzate da passaggi a volte illogici o incoerenti. Ma se nella maggior parte dei film tali passaggi potevano essere giustificati dalla natura stessa della nemesi (cioè forze occulte o misteriose che in qualche modo possono influenzare la mente delle persone), per Quella villa accanto al cimitero tale giustificazione non regge. Perché se è vero che sono presenti elementi sovrannaturali (nelle visioni del bambino e nella presenza della bambina fantasma), la minaccia ha una natura piuttosto terrena: Freudstein è uno scienziato che sfrutta i corpi di altri esseri umani, meglio se bambini, per rimanere vivo in eterno (come fa se tramite trasfusione, se mangiandoli, questo il film non lo chiarisce) e lo dovrebbe fare in modo “scientifico” non sfruttando elementi di magia nera. E allora che sorgono tutte le domande: la babysitter perché prima pulisce il sangue della vittima di Freudstein (cercando in qualche modo di mascherare le sue malefatte e quindi la sua presenza nella villa), ma poi è la prima a difendere il bambino e per questo sarà ammazzata da Freudstein. E poi chi sono i primi due morti del film, lo scienziato collega di Paolo Malco e la sua ragazza e allora perché dicono che si è suicidato impiccandosi? Poi il destino del piccolo Giovanni Frezza (tra l’altro molto bravo) qual è? Aldilà di ciò, ripeto un gran bel film che, soprattutto nell’ultima mezz’ora, sa sfruttare al meglio i suoi elementi e non teme confronti.
Nota: Esisteva qualche tempo fa un sito chiamato HorrorOrgio che recensiva esclusivamente film dell’orrore italiano, il cui gestore utilizzava come nickname dottor Freudstein. Colgo qui l’occasione per ringraziarlo perché è stato proprio grazie a lui che nomi come Fulci, Margheriti, Bava, Freda, Avati, Soavi eccetera sono diventati per me familiari e perché mi ha traghettato nello stupendo mare della filmografia horror italiano (Argento invece lo conoscevo già).
© Daniele Lombardi
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