THE FEAR E' ANCHE SU


Regia
Peter Walker
Sceneggiatura
David McGilliwray
Produzione
Peter Walker (Heritage)Ltd
Cast
Rupert Davies, Sheila Keith, Deborah Fairfax, Kim Butcher
Valutazione

Nero Criminale, le belve sono tra noi
(Inghilterra 1974)
Dorothy Yates è una pluriomicida dedida al cannibalismo. Dopo una serie di atroci delitti commessi illudendo le vittime con la lettura dei tarocchi, viene rinchiusa insieme al suo fido marito in un ospedale psichiatrico. Giudicati guariti dopo parecchi anni, la coppia va ad abitare in un casolare nella periferia londinese. A trovarli vi si reca la figlia maggiore che sistematicamente consegna dei misteriosi pacchetti alla madre che, dopo tutto,non sembra del tutto guarita...

Spesso facendo un cernita dei migliori film della storia del genere horror i titoli che rimbralzano in mente sono quelli di pellicole che hanno goduto di pubblicità, magari per via di attori famosi nel cast, oppure perchè premiati in svariati festival o hanno alle spalle grosse produzioni. Esistono però dei film rari, piccole gemme nere, spesso realizzati con budget risibili ma con grande passione e qualità. E' il caso di questo Nero criminale (Frightmare è il titolo originale), film inglese girato negli anni settanta dal regita Peter Walker, un tipo che non si accontentava certo di filmare storie per famiglie. Questo film ne è un perfetto esempio. Il tema del cannibalismo viene inserito in una storia nella quale un ruolo importante viene giocato dai complessi rapporti familiari. La cannibale, mamma Dorothy, col suo carattere apparentemente protettivo e indifeso, sottomette il marito, spettatore inerte dei suoi terribili delitti e la figlia maggiore Jackie che, nonostante sia nata da un precedente matrimonio del padre, cerca di prendersi cura delle matrigna e contemporaneamente della sorella minore, vera figlia della coppia. Quest'ultima è una minorenne ribelle che frequenta un gruppo di teppistelli e che, una notte, non estita a fare fuori un barista deturpandone il volto. Le difficoltà che deve affrotare Jackie aumentano quando Dorothy sembra aver dato di matto un'altra volta e nuovi clienti entrano nel maniero per aver lette le carte e non ne escono più. L'unico aiuto le viene da un suo spasimante che di professione fa lo psichiatra e che, volendo "corregere" la sorella, si ritrova a scoprire la terribile verità in un finale altamente gore. Il film è girato con sapienza e, oltre a una denuncia sociale sulla famiglia, critica non poco le istituzioni, troppo "leggere" di fronte a personaggi controversi come la coppia di assassini. Bella la fotografia a volte dai toni caldi a volte freddi ma la parte del leone la fa Sheila Keith che interprata Dorothy con un tale trasporto che, a fine film, lo spettatore non dimenticherà facilmente l'inquietante figura della cartomante cannibale.
©Sergio Di Girolamo
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