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Regia
Dario Argento
Sceneggiatura
Dario Argento, Jace Anderson, Walter Fasano, Adam Gierasch, Simona Simonetti
Produzione
Dario Argento, Claudio Argento
Cast
Asia Argento, Moran Atias, Daria Nicolodi, Udo Kier, Cristian Solimeno, Coralina Cataldi Tassoni,Philippe Leroy,
Valutazione


La Terza Madre (Italia 2007)
Nei presi di Roma viene ritrovata un’urna molto antica. L’urna viene aperta e si scopre il suo contenuto:una vestale,cioè un potente talismano che ha il potere di evocare la Mater Lacrimarum (una potente strega). Roma è nel caos. Il compito di difenderla è di Sarah Mandy. Riuscirà a sconfiggere la Terza Madre?

La recensione che mi accingo a scrivere più che una recensione su un film è una mia riflessione sulla filmografia di Dario ArgentoHo visitato molti siti e tutti all’unanimità condannavano La Terza Madre bollandolo come un film brutto (il peggiore di Dario Argento). Per me questo non è un film brutto ma un film inopportuno, un peccato che Dario Argento doveva evitare. Valutando il film oggettivamente (escludiamo cioè la firma alla regia e il legame con i precedenti film della trilogia delle madri) non trovo il film così brutto come lo descrivono. Addirittura c’è un momento del film che mi fa saltare dalla poltrona tutte le volte che lo vedo (una rarità nel Dario Argento seconda maniera). Il film poi è ricco di scene splatter e di nudi e non può non attirare l’attenzione dello spettatore, anche se ci sono alcuni effetti speciali (sia digitali che non digitali) non proprio all’altezza (per esempio, il bambino gettato nel Tevere si vede chiaramente che è un bambolotto; quest’errore al Dario Argento prima maniera non sarebbe mai sfuggito), che tutto sommato fanno anche sorridere e sarebbero anche perdonabili se il film fosse diretto da un esordiente (ma la pellicola è diretta dal nostrano maestro del brivido). Ecco perché i fans bocciano il film: non accettano una tale noncuranza, una tale sciattaggine dal maestro. Il problema, infatti, non sta neanche a livello di sceneggiatura perché secondo me le idee ci sono pure (alcune anche innovative) ma è proprio nel momento della ripresa che tali idee diventano ridicole e sono realizzate con poca efficacia. Una su tutte la scomparsa del personaggio di Daria Nicolodi, un fantasma benevolo legato al personaggio della protagonista Asia Argento. Il suo trapasso (verso l’inferno trascinata da un demone) è una scena veloce, uno fra i tanti ammazzamenti che ci sono nel film cui Argento non riesce a infondere il giusto pathos necessario per una scena del genere (il fantasma, anche se appare per poche scene, ha una certa valenza per lo sviluppo del film). Possibile che Dario Argento non sia più in grado di dirigere? Oppure non ha più voglia di dedicarsi a questo mestiere come si dedicava nei suoi primi film, tanto c’è sempre lo zoccolo duro dei fans pronti a vedere ogni suo film? Eppure il botteghino ha dimostrato che questo zoccolo duro si sta assottigliando sempre di più. Non dico che Argento debba inventarsi sempre nuove riprese,basta ripetere le riprese che ha utilizzato nella sua lunga carriera e adattarle al film, ma deve prestare per lo meno la medesima attenzione che aveva nei suoi film migliori (gli episodi di Masters of horror oppure iprimi venti minuti de La sindrome di Stendhal ne sono una riprova). Ma La Terza Madre pecca anche di superbia. Vuole essere il capitolo conclusivo della trilogia delle Madri ma con Inferno e Suspiria non ha niente da spartire: non parlo solo della distanza temporale ma anche dello stile di ripresa (i colori, l'uso degli elementi come l’acqua), il fatto che Suspiria e Inferno siano girati prevalentemente in interni mentre La Terza Madre ha molte scene girate in esterni. Gli omicidi stessi nei primi due capitoli sono centellinati anche se sanguinari: ognuno di essi è raccontato ed ha, infatti, una sua specifica durata e un suo peso nell’economia del film, non è mai una ‘cosa mordi e fuggi’ tipo gli omicidi de La Terza Madre che non lasciano niente dopo la visione e che potrebbero essere localizzati in vari momenti della pellicola senza alterarne il contenuto. Anche il sound, punto di forza di Inferno e Suspiria (meravigliose colonne sonore, potenti anche se ascoltate senza le immagini sul teleschermo), ne La Terza Madre è inefficace. Non so se è colpa di Argento che non riesce a utilizzarlo al meglio, oppure è proprio il motivo a essere anonimo (e con questo non voglio dire che è brutto ma non ha certo l’impeto e l’impatto di quello di Inferno o Suspiria); fatto sta che anche la colonna sonora non fornisce certo una marcia in più. Il legame è così labile fra i primi due capitoli e il terzo che Argento non trova di meglio che inserire nel lungometraggio dei rimandi ai due precedenti per cucirli meglio insieme. Ma i fans, lo zoccolo duro degli argentiani, nota questi biechi tentativi, nota il dislivello che c’è fra due delle tre pellicole e bolla con disprezzo ancora maggiore La Terza Madre. Se Argento avesse presentato un film con un titolo diverso (tipo la strega di Roma) e avesse tagliato ogni riferimento a Inferno e Suspiria sono sicuro che il film avrebbe avuto un riscontro più favorevole. Sì perché qualche punto a favore La Terza Madrel’ha. Un cast di vecchie glorie,anche se non tutte utilizzate al meglio, delle morti granguignolesche veramente originali che generano un minimo di tensione (eredità dei Masters of horror, perché nei film precedenti di Argento ci sono poche morti, anche se violente, vi sfido a contarle, compensante da numerose scene da brivido), un momento (lo so sono ripetitivo) da salto della poltrona. Ma a essere sinceri troppo poco per ricordare i fasti passati. Concludo con un’osservazione sul livello qualitativo dei film di Dario Argento. La carriera di Dario Argento è tutta in salita, infatti, L’uccello dalle piume di cristallo è un buon inizio e il livello qualitativo delle pellicole aumenta fino al culmine di Profondo Rosso e Suspiria poi lentamente la qualità dei film diminuisce progressivamente. L’ultimo film buono di Dario Argento è Opera (non consideriamo però il finale e il doppio finale) poi c’è Due occhi diabolici episodio Il gatto nero. Questo mediometraggio fa proprio da ‘spartiacque’ fra le due fasi di Dario Argento (quella positiva e quella negativa). Da questo momento si può parlare di un primo e un dopo.I film di Argento non variano solo per la qualità ma c’è qualcos’altro che muta a partire dal cambio dell’attrice feticcio (prima Daria Nicolodi poi Asia Argento). Ecco che la qualità dei film progressivamente discende fino a diventare un po’ più altalenante senza però mai riuscire a raggiungere livelli di sufficienza (per me il miglior film del periodo è, infatti, Non ho sonno, lungometraggio tutt’altroche privo di difetti). Numerosi sono anche gli esperimenti falliti; posso in questo caso citare La sindrome di Stendhal, Il cartaio un film a suo modo sperimentale in cui Dario Argento cerca di generare quella tensione (senza peraltro riscurirci) che si può avere a un tavolo a gioco e che alcuni film riescono a creare (vedi Regalo di Natale di Pupi Avati) ma che viene annullata dalla trama stessa, o Dracula 3D non pessimo ma irritante, ma con un buon uso del 3D. Penso però che il film più brutto in assoluto del regista sia Giallo (prima credevo fosse Il Fantasma dell’opera). Unica nota felice di questo Dario Argento seconda maniera sono i due episodi di Masters of horror (Jenifer e Pelts) in cui Dario Argento reinventa se stesso con un nuovo stile più splatter e più voyeuristico che però dura poco solo fino a La Terza Madre, (scelta quanto mai opportuna perché tu sei Dario Argento non Lucio Fulci, non puoi usare il suo stile) poi si torna a una contaminazione fra il vecchio e il nuovo stile.

Ps. spero che questa mia recensione non sia una critica distruttiva ma possa servire come spunto di riflessione di un fan verso uno dei suoi miti. Spero ancora di andare al cinema e farmela sotto vedendo uno dei film del buon vecchio Dario.
© Daniele Lombardi
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