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Regia
 Ben Wheatley
Sceneggiatura
 Ben Wheatley, Amy Jump
Produzione
  Rook Films
Cast
 Myanna Buring, Neil Maskell, Michael Smiley, Harry Simpson, Emma Fryer,
Valutazione


Kill List (Inghilterra, 2011)
Jay è un ex militare disilluso e frustrato sul quale pesano i residui mentali dell'ultima missione a Kiev. Sua moglie Shel, anch'essa ex delle forze armate svedesi, cerca di convivere con lui e il loro unico figlio i tristi giorni della recessione tra furibonde liti che hanno come prima causa la mancanza di soldi e la pigrizia di Jay. Una sera il migliore amico di Jay gli propone di affiancarlo in un misterioso lavoro molto lucrativo. Sarà per i due una discesa negli inferi più oscuri dell'anima umana.

Difficile di questi tempi trovare un film che metta a disagio, spesso le pellicole horror sono caratterizzate da dialoghi scontati e banali da rendere il tutto noioso e spesso involontariamente comico. Non servono neanche effetti speciali truculenti in fondo innocui. Kill List è di un altro pianeta, un film duro e cinico, un prodotto indipendente realizzato in quell'Inghilterra che tanto sta dando al cinema horror negli ultimi anni. La forza del film è sicuramente quella di ammantare tutta la vicenda in un atmosfera di costante precarietà, quasi ci si trovasse a oscillare sul bordo di un pozzo profondo. Tutte le situazioni sono rese con toni accesi, già a partire dai litigi dei due coniugi, specchio di una situazione sociale che fotografa perfettamente i tempi che stiamo vivendo. Il bisogno di soldi e di un lavoro quindi spinge Jay ad accettare l'oscura proposta dell'amico: ovvero uccidere delle persone sconosciute indicate su una lista "nera" fornita da un organizzazione misteriosa che firma i contratti di lavoro col sangue. I due accettano ma saranno costretti a non poter rifiutare più, e la discesa negli inferi sarà terribile, soprattuto quando il già problematico Jay si troverà di fronte alle vittime da massacrare e non si risparmierà nell'esecuzione (specialmente quella col martello, vermante shock).
Ma la forza nel film non sta solo nella violenza, perchè la piega che prende la storia verso la fine è qualcosa di originalissimo e inquietante (c'è anche un evidente omaggio al cult anglosassone degli anni settanta The Wickerman), e poi ci sono situazioni strane e stranianti come il "grazie" che le vittime esclamano a Jay prima che subiscano il colpo mortale. I dialoghi a mio avviso sono un punto di forza del film, specialemente quelli tra i due soci assassini e la qualità delle immagini che, nonostante il prodotto sia indipendente, è veramante notevole. La regia in molti punti è anche molto sperimentale e gli attori sono bravissimi, volti di uomini e donne di tutti i giorni e per questo ancora più adatti a una storia così verosimile e attuale. Kill List è un film cupo, certamente non adatto a chi cerca nel cinema horror anche il divertimento. Arrivati ai titoli di coda vi assicuro che la sensazione di disagio permane, lasciandoci anche riflettere sulle conseguenze che tragici eventi sociali, come la crisi economica, possono determinare nell'uomo, portandolo perfino a scandagliare i recessi più oscuri del proprio io.
©Sergio Di Girolamo
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