THE FEAR E' ANCHE SU


Regia
Andrés Muschietti
Sceneggiatura
Chase Palmer, Cary Fukunaga, Gary Dauberman
Produzione
Seth Grahame-Smith, Barbara Muschietti, David Katzenberg, Dan Lin, Roy Lee John Silk, Marty P. Ewing
Cast
Jaeden Lieberher, Bill Skarsgård, Wyatt Oleff,Jeremy Ray, Sophia Lillis, Finn Wolfhard, Jack Dylan Grazer, Chosen Jacobs, Nicholas Hamilton, Jackson Robert Scott
Valutazione


IT (USA 2017)
Ottobre 1988, mattinata piovosa nella cittadina di Derry. Il piccolo Georgie gioca con la barchetta di carta realizzatagli dal fratello Bill costretto a letto dall'influenza. Ad un certo punto la barchetta finisce in un tombino e Georgie nel tentativo di recuperarla fa la conoscenza di Pennywise clown che vive nelle fogne e che infesta la città con la sua presenza malefica. Per Georgie non c'è scampo, viene rapito e ucciso. Da quel momento in poi Bill è determinato a ritrovare il fratellino che si aggiunge ai numerosi casi di gente scomparsa nel nulla. Insieme a un gruppo di amici col quale forma la "banda dei perdenti" Bill si appresta a una lotta contro il male puro incarnato dal folle Clown.

IT è riconosciuto come uno dei capisaldi della letteratura mondiale. Sicuramente l'opera più famosa del genio della letteratura fantahorror (ma ormai è riduttivo ghettizzarlo in un genere) Stephen King. Trarre un film da un mastodontico romanzo come IT è impresa ardua, per questo negli anni novanta il regista e sceneggiatore Tommy Lee Wallace aveva pensato bene di realizzare una miniserie TV in due puntate. Nonostante ciò il risultato secondo me non era stato raggiunto, mancavano troppe cose che nel libro c'erano e davano quel qualcosa in più alla storia, soprattutto per la parte che riguardava la vicenda della banda dei perdenti in età adolescenziale. La miniserie di scarsa qualità anche visiva si faceva notare per la buona interpretazione di Tim Curry nella parte di Pennywise ma nulla più. C'era il bisogno di girare un film che rendesse giustizia a un libro così bello e importante. Ecco che entra in gioco Andy Muschietti regista argentino che aveva diretto il film La Madre nel 2013 ottenendo un discreto successo. Preceduto da un battage pubblicitario imponente che ha eccitato fan da tutto il mondo che grazie ai social network potevano orgasmare anche sul più semplice fotogramma dal set, nell'ottobre 2017 finalmente il film esce nelle sale. Ovviamente anche in questo caso si tratta della prima parte della storia, la seconda uscirà nel 2019, ma a differenza del libro e della serie tv qui il regista si concentra solo sulle vicende che vedono protagonisti i bambini. Dico subito che il film per me supera di molto la sufficenza. Non lo posso definire un capolavoro ma certamente un buon film si. I motivi sono tanti. Intanto la pellicola è certamente più paurosa della serie tv, alcune sequenze sono certamente d'effetto a partire dalla prima scena quando Pennywise si mostra per la prima volta a Georgie, ma più avanti si va nella visione e più inquietante e orrorifico si fa il Clown merito (e questa è un'altro punto a favore del film) della convincente prova dell'attore che interpreta IT: Bill Skarsgård. Gli effetti speciali non sono mai banali e la computer grafica non è eccessiva. Le musiche sono ben fatte la fotografia splendida. Sugli attori non posso che fare un plauso a chi ha fatto il casting. Sono tutti perfetti, ma se dovessi trovare un neo direi che il bambino che interpreta Ben sembra più piccolo degli altri così che risulta anche meno convincente la sua cotta per Beverly che invece è di certo la migliore tra tutti i personaggi grazie all'interpretazione della giovane attrice Sophia Lillis (che di sicuro sentiremo nominare in futuro). E ora veniamo alle note stonate. A mio avviso è sbagliata la scelta di ambientare la storia negli anni ottanta piuttosto che negli anni cinquanta come nel libro. King sfrutta anche il fascino di quegli anni così placidi in cui ogni cosa era una scoperta e ci si divertiva con poco (come costruire una piccola diga nel bosco), ciò rende meglio l'innocenza e la fragilità dei personaggi e il conseguente atto di forza che gli amici devono compiere per sconfiggere Pennywise. Poi di certo c'è la velocità con cui si susseguono gli eventi tanto che la narrazione appare frettolosa nonostante le due ore e quindici di durata, ma questo aspetto era già presente nell'IT anni novanta e certamente è impresa ardua per chiunque riuscire a inserire gran parte degli eventi del libro in un film anche se diviso in due parti (probabilmente un risultato soddisfacente si potrebbe avere con una serie tv composta da più stagioni). Ma cosa più difficile in assoluto, e che anche nel fim di Muschietti manca, è la magia presente nel libro. Quella magia che la narrazione scritta crea intorno al gruppo di amici che vivono esperienze intense che si sperimentano solo quando si è adolescenti e il mondo appare ancora innocente e magico. Un mondo visto dagli occhi di chi non ha perso la qualità di sognare e di immaginare (si anche di aver paura del mostro nell'armadio) così come di emozionarsi. Questo su celluloide è presente solo a tratti come per esempio nella bellissima scena in cui i ragazzini del gruppo si trovano a fissare attoniti una Beverly che prende il sole in reggiseno e mutandine dopo il bagno alla Cava. In definitiva posso affermare che l'IT di Muschietti vale il prezzo del biglietto e che di certo non annoia, anzi appassiona e spinge di certo lo spettatore a volerne sapere di più in attesa della seconda parte. Ma il consiglio che do è certamente di leggere il libro, direi un obbligo per chi ama la grande letteratura di cui IT fa parte.
©Sergio Di Girolamo
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