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Regia
Joe D’Amato (Aristide Massaccesi)
Sceneggiatura
Aristide Massaccesi, Romano Scandariato
Produzione
Flora Film
Cast
Laura Gemser, Gabriele Tinti, Susan Scott, Donald O’ Brien, Monica Zanchi
Valutazione


Emanuelle e gli ultimi cannibali (Italia 1977)
Durante un servizio fotografico in un manicomio, Emanuelle trova una traccia per il suo prossimo articolo: una tribù cannibale dell’Amazzonia ritenuta estinta. Insieme con uno studioso, Emanuelle parte per la sua missione. Ma come finirà?

Come ho sostenuto in un’altra recensione, l’erotico e l’horror sono due generi che non si amalgamano bene insieme. Questo è l’ennesimo esempio. Joe D’Amato ha voluto far incontrare/scontrare la “sua eroina” erotica con i cannibali (genere al momento ancora agli esordi) ed ha ottenuto un film che non soddisfa sotto qualsiasi prospettiva si valuti. Per essere un film erotico, credo che le numerose scene di violenza e di sangue non aiutino a eccitare coloro che guardano il film (un esempio: la scena in cui prima strappano i vestiti a una suora che poi viene divorata). Per essere un horror, le numerose scene di sesso o erotiche (che compongono circa il 60% del film) sono devastanti perché sviano il film, lo rallentano e possono perfino indurlo alla noia. Oltre a ciò il film ha un ulteriore difetto: il finale che definire assurdo è riduttivo. Con tutta la buona volontà (attenzione spoiler), credere che i cannibali possano scambiare Emanuelle per un loro Dio solo perché esce dall’acqua e ha disegnato il suo simbolo sulla pancia mi pare davvero impossibile. Mi spiegate, poi, come una ragazza vittima di uno stupro di massa possa trovare la forza di fuggire senza mostrare il ben che minimo segno di cedimento? Mi spiace davvero parlare male di questo film perché alcune cose buone ci sono: la regia e la fotografia sono sempre di Aristide Massaccesi. Gli scenari sono sempre fantastici e le scene splatter (l’unico motivo per cui si guarda un film sui cannibali) sono gustose. Ma la cosa che più ho apprezzato di questo film è l’inizio in manicomio davvero folgorante, ma soprattutto un dettaglio di questa scena (la bambola-macchina fotografica) (che non vi svelo per non rovinarvi la sorpresa) mi ha colpito durante la visione.
Nota. Volevo sottolineare la cosa più bizzarra di questo film: il modo in cui Emanuelle calma una cannibale nervosa. Chissà se funziona veramente? Quale? Lo scoprirete solo vedendo il film...
© Daniele Lombardi
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