
Regia
Edo Tagliavini
Sceneggiatura
Edo Tagliavini, Taiyo Yamanuchi
Produzione
Virgilio Olivari
Cast
Alessandra Aulicino, Marco Benevento, Monica Citarda, Valentina Del Rio
Valutazione
    



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Bloodline(Italia 2010)
Due sorelle gemelle giocano in un bosco, una di loro, viene rapita e poi uccisa da un assassino detto il “Chirurgo”. Anni dopo, Sandra, la gemella sopravissuta, è costretta a effettuare un backstage su un set di una pellicola porno; ma improvvisamente riappare la figura del “Chirurgo”. Chi è il nuovo “Chirurgo”? E il legame fra Sandra e sua sorella è stato veramente reciso?
Questo film mi ha lasciato un po’ sconcertato. Infatti, è un mix fra thrilling, Torture Porn, ghost stories e zombie movies tutto mischiato insieme. Con questo non voglio dire che sia un brutto film ma mettendoci troppi “ingredienti” nella pellicola bisogna fare attenzione ad “amalgamarli” nella giusta maniera, e in questo il regista non è stato sempre abile. Infatti, se per la maggior parte del film, la storia procede abbastanza bene, anche se vi è una prima parte lenta, dove gli unici momenti di terrore sono nelle rare apparizioni del fantasma della sorellina (che Sandra imputa al senso di colpa), la tensione sale con i nuovi delitti del “Chirurgo” (a proposito qui abbiamo un grave errore del regista: infatti, non è difficile capire la sua identità. Io l’ho capito a una prima occhiata: guardate la corporatura del “Chirurgo” e cercate di indovinare a quale attore appartiene). Ma poi passiamo a un terzo tempo con zombi assassini (che resuscitano in un modo originale che non vi svelo) che attaccano i personaggi rimasti in vita. Qui inizia la carneficina e contemporaneamente comincia il punto più illogico del film: infatti, il “Chirurgo”, senza un'apparente ragione e con una calma da far invidia a uno zombi, invece di sfuggire continua a uccidere gli altri superstiti della villa. Ovviamente rimane viva sola la protagonista. La regia del film, tecnicamente parlando, è buona, gli effetti speciali validi e gli attori (anche se dei perfetti sconosciuti) sono passabili. Un film da vedere anche solo perché è italiano, ma non è detto che a tutti possa piacere.
© Daniele Lombardi
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