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Regia
Umberto Lenzi
Sceneggiatura
Umberto Lenzi
Produzione
Dania Films
Cast
John Morghen (Giovanni Lombardo Radice), Lorraine De Selle, Zora Kerowa, Bryan Redford (Danilo Mattei), Walter Lucchini
Valutazione


Cannibal Ferox (Italia 1981)

Gloria, una laureanda, è convinta che i cannibali non siano mai esistiti. Per questo si reca in Amazzonia, in compagnia del fratello e di un’amica, per scoprire se la sua teoria (titolo anche della sua tesi) sia esatta. Subito rimane bloccata nella giungla e incontra due strani tipi, inseguiti dai cannibali. Le convinzioni di Gloria sono quindi sbagliate? E cosa hanno da nascondere quei due tipi?

Il terzo film della trilogia cannibale “Lenziana” è una fra i più truci “cannibal movies” mai stato girato. In questo film, infatti, potete vedere ben due evirazioni, una donna sospesa per due ganci attaccati ai seni, una scoperchiatura della scatola cranica tramite macete con relativa mangiata del contenuto, una gamba sbranata dai piranha. Insomma l’amante dello splatter ha di che accontentarsi. Anche perché se il film può vantare queste scene (effettuate con degli effetti speciali mediamente sufficienti) a livello di sceneggiatura proprio non ci siamo. Nessuno dei “cannibal movies” (eccetto Cannibal Holocaust e Mangiati vivi!) ha una sceneggiatura veramente elaborata. Tutte si risolvono in persone che si trovano nella giungla per i più disparati motivi, subiscono l’aggressione dei cannibali ritenuti inoffensivi, segue il relativo banchetto (proceduto da morti più o meno fantasiose o da vere e proprie torture) dei membri del gruppo e la messa in salvo dei superstiti (o della superstite). Cannibal Ferox non si discosta da questi cliché (abbozzando in parallelo una parte poliziesca che serve più per aumentare il metraggio della pellicola che all’economia della vicenda narrata), se non per il motivo più stupido per cui un gruppetto di persone si possa recare in Amazzonia: una tesi volta a dimostrare che i cannibali non esistono (ma se abbiamo avuto dei casi di cannibalismo persino in Occidente!) ma è un’invenzione dei bianchi per giustificare la colonizzazione dei neri. Meno male che Lenzi non insiste molto su questo e passa subito all’azione, facendo perdere i nostri eroi nella giungla. Il film, infatti, regge bene e ha un buon ritmo che tiene incollati allo schermo. Fino al finale (attenzione spoiler). Non critico che la ragazza si salva in modo anche troppo semplicistico (chi se ne frega siamo giunti alla fine del film e quel che si doveva vedere, s’è visto) ma la scena quando lei discute la tesi, continuando a sostenere che i cannibali non esistono e che i suoi amici sono morti per cause naturali, e le viene da piangere ripensando a loro, lascia veramente di pietra.
Note il film è comunemente trasmesso in tarda notte sui canali Mediaset in una versione molto tagliata. Ancora mi domando che senso ha trasmettere un film come questo che si basa sul gore in un’edizione pesantemente tagliata? Tanto vale evitare la proiezione
Anche il film di Lenzi contiene scene di violenza sugli animali ma questo film non ha avuto i problemi giudiziari di Cannibal Holocaust, né le sue pesanti sanzioni. Perché?
© Daniele Lombardi
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