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John Carpenter
Carpenter è uno dei registi più importanti del genere fanta-horror; è anche un autore antihollywoodiano e quindi di conseguenza "libero" di esprimere le proprie idee o, meglio, le proprie paure. Creando uno stile tutto personale, Carpenter ha realizzato dei film di vario genere non sempre apprezzati e capiti ma sicuramente interessanti. Il regista nasce a Carthage, cittadina nei pressi di New York nel 1948. Frequenta l'università e nel tempo libero fagocita
tutto ciò che a che fare con la fantascienza l'horror e il western. E' infatti un accanito lettore degli EC Comics di W.Gaines e fan dei film di Jack Arnold e soprattutto di Howard Hawks. Il primo lavoro degno di nota è il film Dark Star, parodia di 2001 odissea nello spazio, realizzato inizialmente come cortometraggio per la tesi di laurea insieme ai compagni dell'università (tra cui Dan O'Bannon futuro autore di Alien). La pellicola ha il pregio di apparire molto più costosa rispetto ai semplici mezzi impiegati e dimostra ancora una volta quanto il talento e la passione possano sopperire alla mancanza di soldi. E' però con il film successivo Distretto 13 le brigate della morte che lo stile del regista prende forma. Carpenter realizza praticamente tutto: regia, sceneggiatura, montaggio e persino la colonna sonora (cosa che si ripeterà più volte con gradevoli risultati) e in un film apparentemente poliziesco, il regista inserisce più elementi narrativi quali il western, l'horror ma sopratutto il tema dell'assedio che sarà matrice di quasi tutte le sue opere.
Il film successivo è storia del cinema. Realizzato come un B-movie da drive-in, con Halloween (1978), e il suo protagonista negativo: il serial killer mascherato Michael Mayers, Carpenter inaugura il genere slasher e ci presenta nella figura del maniaco un male soprannaturale incarnato in un corpo indistruttibile. Tanti sono gli stereotipi che il regista crea con questa pellicola (e omaggiati ironicamente in un film clone come Scream di Wes Craven): l'assassino che viene colpito sembra morto e si rialza sistematicamente, la vergine bruttina che riesce a sopravvivere mentre i suoi coetanei belli e sessualmente attivi vengono fatti fuori nei modi più fanatasiosi le telefonate mute etc. Dopo Halloween il nome di Carpenter viene annoverato tra i più capaci autori horror e, sfruttando il momento favorevole, realizza un altro film interessantissimo: The Fog , storia di marinai fantasma che sbucando dalla nebbia mettono sotto "assedio" la piccola e colpevole comunità di Antonio Bay. Il film è stilisticamente perfetto e vince il primo premio al festival di Avoriaz.Mentre produce il seguito di Halloween, Carpenter realizza un action movie dal titolo di 1997 fuga da New York che esporta gli stilemi del western in un futuro post-apocalittico. Anche in questa pellicola egli compone la colonna sonora divenuta poi un classico. Il protagonista del film è Snake Plinsken (nella versione italiana Jena) interpretato da un granitico Kurt Russell attore prediletto da Carpenter che lo coinvolgerà per il successivo film: La Cosa. Remake del capolavoro anni 50 La Cosa da un altro mondo dell'amato Howard Hawks, questa pellicola, considerata da molti la migliore di Carpenter, fu purtroppo inizialmente non capita e poco apprezzata incassando pochissimo. Solo anni dopo, grazie al circuito dell'home video e ai passa parola, venne riconsiderata assumendo la connotazione di un film cult, complice non solo l'abile lavoro di regia ma anche gli strabilianti effetti speciali realizzati dal magico Rob Bottin. La delusione per il flop della Cosa immerge Carpenter in un periodo di crisi creativa nella quale realizza film non proprio riusciti quali Christine, la macchina infernale tratto da un libro di Stephen King , Starman, Grosso guaio a chinatown.
Va un pò meglio con l'interessante e cupo Il signore del male del 1987 ed il fantathriller d'azione Essi vivono dell'anno successivo mentre delude con l'inutile Avventure di un uomo invisibile e sopratutto con il remake del Villaggio dei dannati probabilmente il punto più basso toccato dal regista. Anche il seguito/remake di 1997 fuga da New York intitolato Fuga da Los Angeles è una pellicola inutile mentre l'horror-western Vampires ha il pregio di riportare in auge quel tipo di cinema-fumetto d'azione con tanto di protagonisti truci e dannati (qui c'è un grande James Woods) marchio di fabbrica del regista. Il successivo film, Fantasmi da marte è un altro lavoro non proprio convincente nel quale la stessa situazione di Distretto 13 viene spostata nelle desolate lande del pianeta rosso. John Carpenter tra alti e bassi è comunque un regista capace di dare un propria impronta alle sue pellicole e anche in quelle meno fortunate c'è sempre qualche elemento interessante. E' per questo che, nonostante alcuni flop, il genio del regista è sempre pronto a sfornare capolavori. E' il caso del medometraggio per la mitica serie dei Masters of Horror dal titolo di Cigarettes Burns (2005) giudicato da molti il migliore della prima serie e incentrato sul mistero di un film maledetto la cui visione conduce agli abissi della follia; praticamente un film omaggio sul fare cinema. L'episodio per la seconda stagione della serie ha il titolo di Pro-life ed è decisamente inferiore alla precedente.
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