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dal giornalista e scrittore inglese Thomas de Quincey. Suspiria De Profundis è il seguito di Le confessioni di un mangiatore d'oppio e, a sua volta, verrà seguito da The English Mail-Coach. Il libro si basa su alcuni sogni fatti dall'autore il quale scrisse il libro dopo una visita a Milano e un soggiorno nella casa dei conti Imbonati (piazza San Fedele), incuriosito dalla storia di fantasmi e maledizioni che facevano di casa Imbonati una casa stregata. Tra le pagine del libro, si mette in risalto un sogno fatto da de Quincey quando ancora si trovava ad Oxford. L'autore sostiene di avere sognato la dea latina Levana, che gli presentava tre donne, le "Nostre Signore del Dolore". Esse hanno tre nomi latini: la prima, la maggiore, si chiama Mater Lacrimarum, "Nostra Signora delle Lacrime"; la seconda delle sorelle è Mater Suspiriorum, "Nostra Signora dei Sospiri"; la terza, la più giovane, è Mater Tenebrarum: "Nostra Signora delle Tenebre". Grazie a questo libro la sceneggiatura di Suspiria è praticamente completa (dando tra l'altro il via a una Trilogia che proseguirà con il bellissimo Inferno del 1980 e purtroppo col poco riuscito La Terza Madre del 2007). Certo Argento dichiarò più volte di essere stato ispirato anche dalle favole per bambini in particolare Biancaneve nel quale la figura della strega fu per il piccolo Dario una visione folgorante. Più volte il regista ha dichiarato che in fondo Suspiria è proprio una favola nera, come l'avrebbero potuta concepire i fratelli Grimm. Anzi l'intenzione primigenia era quella di utilizzare delle bambine di dodici anni al posto di attori adulti ma poi forse a causa di problemi con la censura non se ne fece più nulla. Per enfatizzare quest'aspetto però Argento, insieme al bravo scenografo Giuseppe Bassan, pensò di ingrandire molto gli oggetti di scena come le grandi porte con le maniglie poste più in alto del normale oppure le inquadrature delle ragazze spesso fatte dall'alto. In fondo anche la protagonista, la splendida Jessica Harper (reduce del successo del Fantasma del palcoscenico di B.De Palma) col suo fisico minuto e gli occhi grandi e innocenti, sembra proprio una bambina. Trovato quindi un argomento horror tra i più utilizati nel cinema, Argento potè esprimere al meglio tutta la sua ferocia visionaria. Penso che in Suspiria ci siano alcuni degli omicidi tra i più cruenti della storia del cinema horror. La prima folgorante scena bastava nel 1977 a far fuggire parte del pubblico più impressionabile. Le invenzioni di Argento sono memorabili, le scene girate con maestria tengono alta la tensione raggiungendo gradi di insopportabilità per chi non è abituato a visioni così estreme. Ma Argento deve la sua fortuna come detto ai tanti collaboratori che assecondarono e diedero ancora più linfa al suo spirito creativo. Oltre alla moglie Daria Nicolodi Argento trovò un direttore della fotografia, Luciano Tovoli, pronto ad assecondare il suo gusto sperimentale. E' così che per creare un'atmosfera il più vicino possibile al piano soprannaturale che doveva prendere la storia vennero sperimentate delle soluzioni cromatiche in cui, grazie a una particolare pellicola Kodak, i colori venivano saturati al massimo fondendosi con i corpi dei protagonisti, quasi come se delle colate reali di colore gli fossero gettate sopra (la scena della nottata in palestra, virata in rosso intenso, con la scoperta del sospiro della direttrice ne è un esempio). Sui Goblin di Claudio Simonetti ogni ulteriore elogio sarebbe superfluo, semplicemente senza questa ipnotica e terrificante colonna sonora sperimentale(furono utilizzati strumenti nuovi per l'epoca come il sequencer ma anche strumenti antichi per ricreare delle sonorità medievalizzanti come la celesta e il bouzuki (un esemplare unico di proprietà dello stesso Argento). Sulle scenografie del già citato Bassan c'era il chiaro intento di ispirarsi allo stile Art Decò e ai disegni e alle pitture di Escher (la via in cui si trova l'accademia si chiama proprio Escher strasse). Sugli attori, come detto, decisamente azzeccata la scelta della brava protagonista Jessica Harper, ma nel film ci sono oltre a nomi nuovi anche attori celebri come Flavio Bucci, bravo attore teatrale dell'epoca nella parte del cieco pianista, Alida Valli storica attrice italiana che ha lavorato con i più grandi registi del neorealismo nei panni dell'istruttrice miss Tanner, un giovane Udo Kier e un giovanissimo Miguel Bosè, ma su tutti Argento ebbe l'onore di avere nel cast Joan Bennet attrice all'alba del tramonto ma icona del cinema hollywoodiano apparsa in più di 70 pellicole cinematografiche dall'era del cinema muto fino alla fine degli anni settanta, e qui nel suo ultimo ruolo. Suspiria quindi è un film in cui sono presenti tutti gli elementi basilari per girare una perfetta soria dell'orrore, in più vi è un regista nel suo periodo di forma migliore capace di trasmettere le proprie inquietudini interiori in modo diretto e con quel tocco artistico che solo i grandi hanno. Non so se Guadagnino sarà ricordato per il suo Suspiria (di certo per l'incoscienza) sicuramente il film di Dario Argento rimarrà per sempre nell'olimpo dei più grandi film della paura di tutti i tempi.
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