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Romero, che prima di allora aveva già girato un paio di cortometraggi e fondato una casa di produzione con all'attivo documentari e spot solo a scopo alimentare, mai si sarebbe aspettato il successo di critica e pubblico che ricevette il suo primo lungometraggio. La bravura del regista però è evidente: dalle inquadrature (spesso volutamente distorte e molto fumettistiche) al montaggio preciso e intelligente al servizio di una sceneggiatura scritta con l'amico (e in seguito rivale)
John Russo,
conivolgente ma forse poco originale dato che è evidente il debito nei confronti del capolavoro letterario di
Richard Matheson, Io sono Leggenda
(dove al posto degli zombi il mondo viene invaso dai vampiri).
L'errore cruciale di Romero fu però uno e grave; ovvero quello di curare poco l'aspetto commerciale del film. I diritti cinematografici, infatti, vennero sfruttati abilmente dalla casa di produzione Latent Image che si pappò la fetta più grande della torta causando guadagni ridicoli al regista di Pittsburgh così come a tutta la troupe e al cast (in seguito per ripagare gli amici del torto subito il regista produrrà un remake a colori della Notte realizzato negli anni novanta e con alla regia il leggendario autore di effetti speciali americano
Tom Savini
).
La notte dei morti viventi è senza ombra di dubbio una pellicola da collocare tra le opere fondamentali del genere horror (basti pensare che viene proiettata ininterrottamente al Museum of Modern Art di New York) e non solo per la maestria di Romero e la bravura degli attori e del cast tecnico ma perchè inaugura il periodo del new horror che di lì a poco sfocerà nel sanguigno decennio dei settanta e perchè crea o meglio "rimpolpa" uno dei mostri più famosi e sfruttati di sempre: il morto vivente o zombi.
©Sergio Di Girolamo
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