Regia
William Friedkin
Sceneggiatura
William Peter Blatty
Produzione
Warner Bros
Cast
Ellen Burstyn, Max von Sydow, Lee J. Cobb, Kitty Winn, Jack MacGowran, Jason Miller, Linda Blair.
Valutazione




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L'esorcista (USA 1973)
"Il film più spaventoso di tutti i tempi", così viene ancora considerato l'esorcista a distanza di quasi quarant'anni. E' un etichetta che si porta appresso e, senza ombra di dubbio, a ragione. Solo poche volte nella storia del cinema, specialemente horror, si riesce a trovare quell'alchimia perfetta dei vari elementi tale da ottenere in pieno il risultato che la pellicola si prefigge: nel nostro caso suscitare terrore.
Ebbene, William Friedkin, fresco di successo e di oscar col duro Il braccio violento della legge, adattando il bellissimo libro di William Peter Blatty dall'amonimo titolo, ci riesce in pieno. Il film mette a disagio perché l'atmosfera generale è di degrado (soprattutto mentale), i colpi di scena sapientemente orchestrati, gli effetti speciali superlativi, le musiche, ma direi più gli effetti sonori, perfetti. E' evidentissimo però che la cosa più inquietante in assoluto è il tema trattato: ovvero la lotta tra il bene e il male, tra entità che l'uomo non può controllare ma che la chiesa dichiara apertamente essere fra di noi, più vicine di quanto si possa immaginare. Dio e il Diavolo quindi, figure dinanzi a cui l'uomo non può far altro che sottomettersi. Ecco, è probabilmente l'impotenza di fronte a tali forze che disarmano lo spettatore, coinvolto in un dilemma di fede che induce a domandarsi: posso resistere alle tentazioni del demonio? Sicuramente chi non crede in questi argomenti viene toccato diversamente da chi, al contrario, ne è sensibile, ed è probabilmente per questo, che nel lontano 1973, quando il film fu proiettato al cinema, diversi spettatori ebbero disagi fisici e furono costretti a uscire dalle sale, spesso privi di coscienza. Da lì in poi, infatti, il film venne ammantato da un'aura maledetta tale che chi voleva vederlo era avvisato sui danni che poteva profocare. Dal punto più squisitamente tecnico la pellicola di Friedkin è praticamente perfetta. Le scene sono girate con estrema maestria e realismo, questo anche quando gli effetti speciali potrebbero far apprire tutto troppo aticifioso, contribuendo in questo modo a coinvolgere emotivamente lo spettatore. Del resto Friedkin è considerato un regista che cura maniacalmente le sue scene, basti pensare che, per esempio, dopo 15 ciak falliti, schiaffeggiò violentemente O’Malley (Padre Dyer) per rendere realistico il suo dolore mentre amministra l’estrema unzione a Padre Karras, oppure era solito sparare alle spalle dei suoi attori quando voleva dar loro una reazione di spavento improvviso, La sceneggiatura, firmata dallo stesso autore del libro William Peter Blatty, è misurata e caratterizzata da parecchi silenzi mentre i dialoghi sono inseriti nei punti giusti. Gran parte delle sensazioni sono infatti affidate agli sguardi comunicativi degli attori, tutti assolutamente dentro le rispettive parti.
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