THE FEAR E' ANCHE SU


Regia
Ridley Scott
Sceneggiatura
Dan O'Bannon
Produzione
20th Century Fox
Cast
Sigourney Weaver, Yaphet Kotto, Veronica Cartwrigh,: , Ian Holm, Tom Skerritt, Harry Dean Stanton John Hurt
Valutazione






Alien (USA 1979)
Nello spazio nessuno può sentirti urlare.
Queste semplici parole impresse nella locandina del film fanno già capire in che terriori cinematografici ci troviamo. Ovvero quelli della paura. Con Alien per la prima volta siamo dentro a un film di fantascienza che supera la fantascienza classica perchè si fonde con l'horror e da lì infatti il termine Fantahorror. Questo è Alien, un film fatto per far urlare di paura e ci riesce bene anzi benissimo. Partiamo però della genesi del progetto ad opera di due straordinari artisti Dan'O Bannon e il "pluridecorato" Ridley Scott. Il primo, fan sfegatato di fantascienza e horror, (dedicherà la sua vita artistica prevalentemente alla scrittura di sceneggiature ma anche a qualche buona regia) aveva già contribuito al genere di fantascienza nel 1974 quando insieme a un altro maestro del fantahorror John Carpenter aveva scritto e interpretato Dark Star pellicola low badget ma interessante. Nel 1979 però crea la sceneggiatura di Alien (ispirandosi certamente al cult italiano Terrore nello spazio di Mario Bava film del 1965 ) e viene consacrato nell'olimpo dei grandi. Di lì a poco infatti a quella sceneggiatura saranno interessati nomi del calibro di Walter Hill (grande regista di duri film metropolitani) qui in chiave di produttore e Ridley Scott fresco del successo del film I Duellanti e voglioso di fare un film di fantascienza visto il grande successo di pellicole del genere in quel periodo prima fra tutte la saga di Star Wars, ma soprattutto interessati saranno anche case di produzioni multimiliardarie tra cui la spunta la 20th Century Fox. La trama è abbastanza semplice e ruota intorno alla vicende che capitano all'equipaggio del cargo commerciale Nostromo. Questi al rientro sulla terra, dopo aver prelevato campioni minerari, ricevono un misterioso messaggio proveniente da un pianeta sconosciuto. Rispettando la convenzione internazionale sul soccorso ai dispersi nello spazio attraccano sul pianeta e scoprono che vi è una misteriosa astronave aliena. Decidono di esplorarla ma sfortunatamente un membro dell'equipaggio viene attaccato da una creatura multitentacolare (Face Hugger) che gli inocula un feto Alieno. Questi trasportato nuovamente nel cargo verrà ucciso dalla creatura mostruosa che gli fuoriuesce dallo stomaco (Chestburster). La creatura diventa presto un alieno alto quasi tre metri e latale come la morte. L'equipaggio dovrà quindi sopravvivere all'attacco della creatura abile a nascondersi nella Nostromo per sbucare improvvisamente dall'oscurità o dai mille anfratti e tubature facendo fuori uno a uno tutto l'equipaggio eccetto lei: l'unica, la grande eroina del film Sigourney "Ripley" Weaver. Come detto in precedenza la trama di O'Bannon è in parte debitrice del film di Bava, Terrore nello Spazio, però ha molto di più. Sicuramente il fatto di presentarci una creatura tra le più mostruose e letali che siano state immaginate (basti pensare che l'alieno al posto del sangue ha dell'acido corrosivo). Venendo all'alieno non si può non parlare di colui che ha dato un contributo decisivo al film e alla figura proprio della creature (che da ora in poi chiameremo Xenomorfo), H.G. Giger, visionario scultore svizzero (morto nel 2014) con due passioni: l'horror e il sesso. Del resto le opere dell'artista riflettono perfettamente questi due aspetti che si condensano anche nell'elogio a un mito della letteratura horror quale H.P. Lovecraft.
Giger fu scelto da Scott che voleva qualcosa di osceno per la sua creatura cinematografica e con il lavoro dell'artista ci si trova in effetti di fronte a una rappresentazione di forme indefinibili e di una fusione appunto "oscena" dell'umano con l'alieno, dell'organico con l'inorganico del resto è ,come detto, l'estetica tutta dell'arte visionaria di Giger che nell'immagine del mostro inserisce anche le sue ossessioni genitali sessuali, per esempio quando si vede la lingua retrattile dell'alieno o l'apertura "vaginale" che caratterizza sia le uova che l'astronave aliena. La modalità stessa di riproduzione della creatura prevede l'inseminazione forzata di un umano, come uno stupro, e da notare è anche la testa dell'alieno che ricorda un grosso pene.
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