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"La casa dalle radici insanguinate" di Roberto Ciardiello

I PERSONAGGI

La casa dalle radici insanguinate di Roberto Ciardiello, è un romanzo che vi farà provare i brividi del thriller e dell’horror più puro messi insieme, con l’aggiunta di una buona dose di splatter. Diventate complici di una rapina e lasciatevi coinvolgere nei crimini e nei misteri celati dalla notte. Una notte che piange pioggia e sangue.
Il blogtour del romanzo approda nel nostro portale, nel quale sarà possibile leggere le schede relative ai personaggi corredate da un intervista specifica all'autore.
INTERVISTA A ROBERTO CIARDIELLO

TF:Ci sono molti personaggi nel tuo romanzo: è una scelta che adotti spesso nelle tue opere?

RC: Non sono poi molti, dai. La scelta del numero di personaggi è spesso legata alla storia che si vuole narrare. Ci sono gli attori principali e le "comparse", diciamo, ma sono tutti lì per uno scopo. Ognuno di loro ha una vita da raccontare, punti di vista in cui trascina il lettore, motivazioni che li spingono a prendere questa o quell'altra decisione. Non amo infarcire una storia con trenta personaggi bidimensionali e piatti, confonderei il lettore e non gli rimarrebbe molto di loro dopo aver chiuso il libro. Preferisco, quindi, stringere il cerchio e dare quel tocco di 3D che un buon personaggio di un libro dovrebbe avere. Ho alle spalle ancora troppo poco lavoro per dire se sia una scelta che ho adoperato spesso in passato. Risentiamoci dopo il quinto romanzo e riparliamone.

TF: Per i personaggi del tuo romanzo ti sei ispirato a persone che conosci?

RC: Tempo fa qualcuno disse che lo scrittore è come una spugna: assorbe tutto ciò che gli accade intorno e poi, anche inconsciamente, riversa un po' di quel tutto in ogni storia (in questo caso, in ogni personaggio). Non ho preso a modello nessuno dei miei conoscenti per dar vita ai miei personaggi, ma sono sicuro che a scavare a fondo nella loro psiche e nelle loro vite... be', qualcuno lo riconoscerei sicuramente.

TF: Quanto è impegnativo creare dei personaggi per uno scrittore?

RC: Dipende. Riagganciandomi alla risposta numero 1, se si vuole fare di un romanzo un territorio per comparse che vanno e vengono senza lasciare traccia, è molto semplice. Diverso (molto) è se si vuole far uscire un personaggio dalla carta, dargli uno spessore, far sentire le sue emozioni. È una sfida difficile, lo ammetto.

TF:Se dovessi scegliere pensi che un buon romanzo debba puntare più sulla trama o sui pesonaggi?

RC: Questa è una bella domanda. La trama è fondamentale. Ormai ci si muove nelle lande del "già visto, già letto, già sentito", e sfornarne una nuova di zecca e originale è un'impresa. Una trama ben strutturata è molto importante, che sia originale o meno: è come la si butta giù che fa la differenza. Per quanto riguarda i personaggi, invece, importantissimo tirarne fuori di ottimi. Il lettore deve affezionarsi a loro, immedesimarsi. Essere la persona di cui sta leggendo, insomma; altrimenti dopo aver chiuso l'ultima pagina non ricorderà niente degli amici con cui ha vissuto nelle ultime ore. Quindi: meglio una trama avvincente o personaggi interessanti? 50-50 e la chiudiamo qui: l'importante è fare un buon lavoro.

TF:Secondo te quali pensi siano i romanzi con i personaggi più forti e meglio delineati della letteratura mondiale?

RC: Non credo di saper rispondere a questa domanda, ma ci si prova. L'Alex Hammond di "Little Boy Blue" (Edward Bunker) è davvero ben caratterizzato, ma mai come il Danny Upshaw de "Il grande nulla (James Ellroy). Potrei andare avanti per ore, anche perché di personaggi ottimi la letteratura ne è piena.

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